È questo lo spirito di LGNET3: non solo costruire inclusione, ma condividere le storie di chi ce l’ha fatta. Mohamed Ezzine Rebhi viene dalla Tunisia e ha 33 anni. È arrivato in Italia via mare insieme a suo fratello minore, lasciando tutto e sacrificando sé stesso affinché suo fratello potesse continuare le cure in modo adeguato.
Hai attraversato il mare insieme a tuo fratello minore, lasciando tutto in Tunisia: cosa significa prendere una decisione così radicale, sapendo che riguarda non solo la tua vita?
Prendere questa decisione non è stato per niente facile. In Tunisia avevo un lavoro e una vita stabile, ma quando ho visto mio fratello crollare psicologicamente, chiudersi in se stesso e isolarsi dalla vita, non ho avuto paura. Quando si è responsabili di una persona importante non si pensa alla paura, ma a salvare chi ami.
Hai detto di voler lavorare onestamente e rispettare tutte le leggi: perché per te è importante sottolinearlo, e che rapporto hai costruito con il Paese in cui hai scelto di restare?
Sono una persona che ha sempre lavorato e conosco il valore del sacrificio, non sono venuto qui per togliere qualcosa a qualcuno, ma per lavorare con dignità ed essere utile alla società. Rispettare le leggi per me significa rispettare il Paese che mi ha dato la possibilità di salvare mio fratello. Oggi, quando vedo che mio fratello che riceve le sue cure, sento che per ogni sacrificio che ho fatto ne è valsa la pena.
Nel tuo percorso in Italia, quali sono state le difficoltà più grandi e quali, invece, i momenti in cui hai sentito di stare davvero costruendo qualcosa di nuovo?
La cosa più difficile è stata la solitudine, l’ansia e la paura dell’inizio. Dopo aver visto mio fratello iniziare un percorso di cure regolari, il momento più bello è stato ricominciare a lavorare e poter contare su me stesso, lì ho capito di star costruendo una nuova vita passo dopo passo.
Che idea di futuro immagini per te qui in Italia, e cosa vorresti dire a chi leggerà la tua storia?
In futuro spero di poter lasciare un segno positivo nella società. Vorrei tanto che le persone capissero che chi attraverso il mare non è un problema, ma solamente una persona che desidera vivere con dignità.
