Maestri Creativi, il laboratorio su Dante e le emozioni di Sblocchiamo il Futuro
Affrontare il proprio universo emotivo percorrendo l'Inferno del Sommo Poeta
Alessandra Testori | 5 giugno 2026

L’Inferno non è soltanto un luogo popolato da peccatori e demòni: è soprattutto il racconto di uno smarrimento. Di una persona che, per ritrovare se stessa, deve affrontare i propri demoni.

È quello che hanno scoperto le ragazze e i ragazzi di due seconde medie dell’Istituto Comprensivo Fratelli Cervi di Roma, protagonisti del laboratorio Maestri Creativi all’interno del progetto Sblocchiamo il Futuro. Da febbraio a maggio, il viaggio nell’universo dantesco è diventato anche un viaggio dentro sé stessi, esattamente come accade allo stesso Dante nel corso delle pagine.

Il percorso era partito dall’Inferno e dalle sue creature ma, incontro dopo incontro, si è trasformato seguendo ciò che emergeva dal gruppo. Le attività sono state modellate sui bisogni, le curiosità e le riflessioni delle classi, lasciando spazio alle emozioni e alle relazioni.

Attraverso un’impostazione teatrale, i ragazzi hanno scoperto come ognuno di noi attraversi, in certi momenti della vita, una personale “selva oscura” in cui è facile smarrirsi—le nostre paure, i momenti di crisi, di ricordi dolorosi.

Uno dei momenti più significativi del laboratorio è stato il lavoro sulle sagome personali. Prima è stata esplorata la “parte in luce”: ciò che ciascuno sa fare bene, le qualità che lo rendono unico, le cose che ama. Poi è arrivato il momento dell’ombra, intesa non come qualcosa di negativo, ma come ciò che richiede più fatica, che crea insicurezza o difficoltà.

Attraverso fotografie, disegni e rielaborazioni artistiche, ogni partecipante ha costruito una rappresentazione di sé. Così Dante è diventato un inatteso compagno di viaggio (un Virgilio, si potrebbe dire) attraverso i timori, i conflitti e le sfide che tutti affrontiamo.

Perché se l’Alighieri per incontrare la sua Beatrice e per ritrovare se stesso ha dovuto attraversare bolgie e cerchi, anche per tutti noi la strada verso l’autoconsapevolezza passa per i luoghi dell’anima più bui e cupi. Ma è l’unico percorso che porta a “rimirar le stelle”.