Il mio Ghana quanto affetto ma… a scuola volano schiaffi!
L’esperienza in Africa di Milena, dove nulla è scontato. Neppure l’acqua corrente!
Alex Lung, 20 anni | 30 gennaio 2020

In Ghana grazie a Intercultura, l’esperienza all’estero di Milena, 17 anni di Carmagnola, è sicuramente positiva ma anche piena di contraddizioni. Ce le racconta lei stessa con tanto entusiasmo e maturità.

 

Perché hai scelto proprio il Ghana? Le tue aspettative sono state premiate?

Ho sempre avuto un debole per l’Africa e ho pensato che potesse essere un continente da cui imparare tanto. Effettivamente le aspettative sono state più che soddisfatte, a partire dall’aspetto culturale! Non importa il colore della tua pelle, la tua cultura, la religione: qui troverai sempre qualcuno pronto a darti un abbraccio e a dirti “va tutto bene”. Mi colpisce la forte affettività della gente.

 

Com’è confrontarsi con l’estrema povertà locale? 

Il Ghana, rispetto agli altri paesi africani, non si può lamentare, ma per un occidentale la differenza è davvero forte. Beni come l’acqua corrente diventano un lusso, e mi è capitato di doverla andare a prendere lontano da casa. Inoltre ho avuto l’opportunità di fare esperienza di volontariato ed è stata molto dura confrontarsi con la vita di bambini che vivono nella povertà più estrema.

 

Com’è vista l’Europa? 

C’è l’idea che sia un paradiso, che si possa trovare immediatamente lavoro. Le persone qui non hanno idea delle tragedie legate al fenomeno delle migrazioni, la partenza è vista solo come un’opportunità.

 

Come funziona la scuola in Ghana?

Con gli insegnanti c’è un rapporto molto confidenziale, ma c’è un aspetto che fatico a digerire: qui sono ammesse le punizioni corporali (come schiaffi e frustate sulla schiena) sia da parte dei professori che degli studenti più grandi. A me non è capitato ma è comunque una sofferenza.