Sblocchiamo il Futuro inaugura CivilMente, laboratorio di cittadinanza attiva nei quartieri romani
Invece delle classiche lezioni frontali, si discute insieme e si mettono in scena situazioni realistiche
Alessandra Testori | 4 maggio 2026

Quello che facciamo ha davvero un impatto sulle persone che ci circondano? E cosa significa, oggi, essere parte attiva della propria comunità? Sono interrogativi tutt’altro che astratti quelli che hanno guidato CivilMente, il laboratorio di cittadinanza attiva promosso da ArciSolidarietà nell’ambito del progetto Sblocchiamo il Futuro.

Il ciclo di incontri si configura come uno spazio di confronto in cui ragazze e ragazzi sono chiamati a mettere in discussione le proprie idee di convivenza, responsabilità e partecipazione. Il punto di partenza è una domanda solo apparentemente semplice: “Chi è un buon cittadino?”. La questione apre invece a una molteplicità di risposte, esperienze e visioni. Ne emerge un quadro composito, in cui il concetto di cittadinanza, lungi dall’essere una definizione astratta, si intreccia con la vita quotidiana.

Il laboratorio infatti si sviluppa attraverso un approccio esperienziale che privilegia il coinvolgimento diretto. Invece delle classiche lezioni frontali, si discute insieme e si mettono in scena situazioni realistiche: brevi scene di conflitti quotidiani e dinamiche sociali che rispecchiano ciò che accade fuori dallo spazio educativo. Episodi di esclusione, tensioni tra pari, regole disattese diventano così strumenti per interrogarsi sul proprio ruolo e sulle conseguenze delle proprie azioni.

In questo contesto, la cittadinanza non viene trasmessa come un insieme di norme, ma costruita attraverso il confronto e la pratica. I partecipanti sono messi nelle condizioni di esercitare empatia, collaborazione e capacità di risolvere problemi, sviluppando una consapevolezza che va oltre il singolo episodio. Il laboratorio diventa così un luogo in cui i diritti e i doveri non sono concetti teorici, ma esperienze vissute collettivamente.

Gli incontri di CivilMente rappresentano un’occasione per riconoscere che la comunità non è qualcosa di dato, si costruisce personalmente, giorno dopo giorno, anche da parte dei cittadini più giovani.