"Maschi e femmine, tutti e due": Voci Libere contro gli stereotipi di genere
Lo stereotipo non è solo una parola o un concetto che ci precede, ma una limitazione delle nostre azioni, ed è qui che dobbiamo attaccare
Alessandra Testori | 4 maggio 2026

Riconoscere la disparità è il primo passo per combatterla. Prima ancora di essere nati, bambine e bambini sono inseriti in categorie culturali e sociali strette e limitanti. Un problema di etichette? No, qui sta in gioco la costruzione libera dell’identità e lo sport, la scuola e la casa sono le prime palestre per farlo. Gli stereotipi e le disparità con cui i generi possono doversi confrontare sono molti, ad ogni età il suo, ma bambine e bambini qualivorrebbero abbattere? Quale non corrisponde alla loro personalità?

Chi è che gioca a calcio? Chi è che danza? Maschi e femmine, tutti e due. La prima battaglia di molti ragazzi e ragazze è la libertà di praticare l’attività che più piace loro, svincolata da qualsiasi pregiudizio di genere. Samuel ha 12 anni e non ha problemi a dire che “dipingersi le unghie vorrei non fosse considerata una cosa da femmine”. Smalto va con bambine, senza smalto con bambini: il vero problema sta nella nostra incapacità di vedere gli altri in modo diverso rispetto a quanto vuole la tradizione. L’immagine standardizzata di una realtà proietta nello strano e deviato quelle che, in fin dei conti, sono le unicità del nostro essere umani. Appiattire uno spettro di sfumature, chiudere alla novità, ecco cosa fa davvero lo stereotipo.

I videogiochi, quante volte a questa parola associamo solo i ragazzi? Kimi vuole ricordare che anche le ragazze possono essere fervide rivali al computer. Così come le faccende domestiche: è ora di smettere di credere che gli uomini non sappiano dedicarsi alla casa. Lavare, caricare una lavastoviglie, cucinare un piatto, per Arnault e Filippo sono attività alla loro portata. “Gli stereotipi che vorrei abbattere sono quelli in cui le persone non possono essere libere di fare ciò che vogliono” dice Carola, 12 anni, cogliendo il punto.

Lo stereotipo non è solo una parola o un concetto che ci precede, ma una limitazione delle nostre azioni, ed è qui che dobbiamo attaccare.

 

Sensibilizzare e coinvolgere i giovanissimi sulle tematiche di parità di genere e contrasto alla violenza sulle donne attraverso linguaggi artistici, espressivi e creativi: è questo l’obiettivo del progetto educativo Voci Libere, avviato a Roma dall’ATS MEDIAMUSE, costituita da Fondazione Media Literacy ETS con Fondazione Mus-e Italia ETS e finanziato da Roma Capitale – Dipartimento Scuola, Lavoro e Formazione Professionale, nell’ambito dell’Avviso pubblico per la promozione dell’educazione alla parità tra i generi e la prevenzione e il contrasto della violenza e delle discriminazioni di genere nelle scuole secondarie di primo grado del territorio. Selezionato per il XIII Municipio, il progetto coinvolge 130 studenti e studentesse, 12 docenti e 130 famiglie, con l’obiettivo di promuovere relazioni consapevoli, inclusive e rispettose e di prevenire stereotipi, discriminazioni e dinamiche di violenza fin dalla prima adolescenza.