All’IIS Tito Sarrocchi di Siena è stata creata una figura che snellisce e agevola la comunicazione tra consiglio di classe e studenti. È il tutor di classe: un docente che aiuta ragazzi e professori a parlare evitando incomprensioni, scontri e malumori. “Perché il benessere scolastico - ci spiega la D.S. Cecilia Martinelli - si misura dalla voglia di personale e studenti di frequentare la scuola e dal livello di ansia, che deve essere il più basso possibile”. Comunicare è quindi la chiave su cui scommettere per migliorare il benessere di tutti.
La figura del tutor di classe, resa possibile dall’autonomia scolastica e finanziata tramite FMOF (Fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa), è solo una delle soluzioni messe in campo dalla Preside, convinta che tutto debba partire da un atteggiamento corretto, inclusivo e attento alle individualità che parte dalla D.S. nei confronti dei docenti e che si riversa a sua volta su studenti e studentesse. Alla base di tutto, l’ascolto e la creazione di un forte di spirito di appartenenza, che la scuola storicamente possiede grazie alla sua lunga presenza cittadina (tanto da categorizzare i senesi in “sarrocchini” e non) ma anche a iniziative come il “Sarrocchi Solidale”, nato per contrastare la povertà educativa e materiale, fornendo aiuti economici a chi si trova in condizioni di svantaggio grazie a iniziative solidali e raccolte fondi; ma l’identità è rafforzata anche da iniziative come la creazione di un annuario scolastico, di felpe a tema o di una partecipatissima autogestione, fiore all’occhiello dell’istituto. “Se si percepisce la scuola come qualcosa di proprio, si migliora anche la qualità della vita al suo interno”. Strumenti più classici, come lo sportello d’ascolto, sono centrali anche grazie al contributo della Provincia di Siena, che lo rende pienamente operativo e accessibile.
L’esperienza del Sarrocchi mostra come il benessere scolastico non sia il risultato di singole iniziative, ma di una visione integrata che mette al centro relazioni, ascolto e partecipazione. Una scuola che funziona è prima di tutto una comunità che sa parlarsi.
