Strada Maestra, le avventure di Scatoletta presto in un podcast
L'eroe diverso dal solito nato nel Centro Diurno Punto e a Capo di Monterotondo
Alessandra Testori | 7 aprile 2026

Non sempre gli eroi dei racconti sono perfetti. Se gli autori sono Emanuele e Fabrizio, che frequentano il Centro Diurno Punto e a Capo di Monterotondo (un servizio di accoglienza, supporto e orientamento rivolto a persone con problematiche psico-sociali della Cooperativa Sociale Folias), gli eroi possono avere traiettorie incerte, fatte di scelte, errori e possibilità. Tra queste, quella di Scatoletta è forse la più emblematica.

Da Nocera Umbra arriva un ragazzo che ama il rischio più di qualsiasi altra cosa. Si chiama Scatoletta, o meglio, così lo chiamano tutti. Nessuno sa il suo vero nome, ma tutti conoscono il suo gioco: chiudersi in uno scatolone e restare immobile in mezzo alla strada, mentre le macchine gli sfrecciano accanto. Sul ciglio,gli amici guardano e incitano. Tra loro c’è il Faina, o meglio, così lo chiamano tutti: non è lì per affetto, ma per trasformare quel brivido in scommessa, in guadagno, in un’idea di futuro tutta sua. E poi c’è Smilzo, l’unico che prova a fermarlo. Ha modi gentili e un’ostinazione silenziosa: “Smettila, ti prego” gli ripete. Sa che il rischio, per Scatoletta, non è solo un gioco ma una misura della felicità, qualcosa che passa per il corpo, per la pelle d’oca, per il limite.

Quando una caduta banale – una buccia di banana, niente di eroico – lo mette per la prima volta davanti alla propria fragilità, è Smilzo a intercettare quel momento. Non con divieti, ma con un’alternativa. Da meccanico esperto, recupera una vecchia moto e la trasforma. Non elimina il rischio, lo sposta. Scatoletta sale in sella con la stessa scatola in testa, ma il contesto cambia: dalla strada alla pista, dal caso a una direzione possibile. È lì che qualcuno inizia a guardarlo in modo diverso.

Le storie di Strada Maestra stanno tutte in questo passaggio sottile: non nel cancellare ciò che sei, ma nel trovare uno spazio in cui quel “troppo” può diventare qualcos’altro.

Strada Maestra è un progetto sostenuto dai fondi dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese e realizzato da Arci Solidarietà. Attraverso un presidio itinerante, laboratori di narrazione, servizi di ascolto e orientamento, l’obiettivo è quello di valorizzare le competenze e ri-narrare le storie delle persone che abitano la strada, con l’obiettivo di contribuire al loro empowerment. Strada Maestra è soprattutto un lavoro di comunità per decostruire luoghi comuni e stereotipi su chi vive la strada, mettendo in luce la ricchezza sociale e culturale di queste storie e non solo la loro dimensione drammatica.