Scuola media, negli ultimi 10 anni nessun miglioramento
Il Rapporto della Fondazione Agnelli registra un calo dell'apprendimento con divari territoriali in aumento e docenti senza formazione
Roberta Persichino | 30 September 2021

La scuola media italiana è in crisi. Questo è quello che emerge dal “Rapporto scuola media 2021” della Fondazione Agnelli che a distanza di dieci anni dal primo rapporto sulla scuola secondaria di I grado, registra nuovamente una profonda crisi: apprendimenti in calo, divari territoriali in aumento, troppi docenti precari. Un quadro generale che butta nell’ombra la scuola media italiana, fondamentale nel percorso di formazione dei giovani per accrescere la capacità di lavorare in autonomia ma soprattutto di sapersi orientare a scelte di studio consapevoli.

Studenti insoddisfatti, studenti impreparati

Il Rapporto di Fondazione Agnelli sottolinea un generale calo dell’apprendimento. L’Italia è uno dei paesi dove gli apprendimenti peggiorano di più rispetto a quanto ci si aspetterebbe dai risultati della primaria. Un dato da evidenziare in modo particolare è quello sulle materia di matematica e scienza: le conoscenze in matematica dei nostri alunni in IV primaria sono ampiamente sopra la media internazionale, ma in III media scendono decisamente al di sotto. Questo quadro generale poco confortante, non è solo un problema di apprendimenti, ma anche di come vivono gli studenti la scuola, come percepiscono il loro benessere e il loro impegno. Dalla prima alla terza media il grado di gradimento non supera il 10%

Divari territoriali e sociali  

La situazione peggiora con i forti divari territoriali emersi dai test Invalsi del 2019 (senza tenere conto del peggioramento che si è verificato nel corso del 2020 con la Dad). Nel passaggio dalla primaria alle media, i risultati in matematica peggiorano soprattutto al Sud e nelle Isole. Ad accentuarsi sono anche le disuguaglianze sociali e di genere: fra la quinta elementare e la terza media le differenze fra i figli dei laureati e quelli di chi ha solo la terza media passano da 22 a 38 punti

Docenti poco formati e precari

Nonostante si sia registrato un calo del 3% degli studenti rispetto a dieci anni fa i docenti delle scuole medie sono aumentati del 13%. Sono tutti professori precari, questo significa incarichi annuali o fino al termine delle attività didattiche, che non favoriscono una continuità didattica. Non solo precari ma anche in età avanzata: l’età media della classe docente alle medie resta di 52 anni ma il dato rilevante rimane che un docente su sei ha 60 anni e oltre, solo uno su 100 è under 30.

Come intervenire

Il Rapporto in generale suggerisce di intervenire sia sulla componente docenti, sia sulle metodologie didattiche, sfruttando soprattutto l’occasione unica fornita dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Da un lato creando un iter di formazione per i docenti ad hoc e valorizzando la loro figura. Dall’altro pensare ad un didattica che favorisca la scoperta e la valorizzazione delle inclinazioni personali, per sapersi orientare meglio nelle scelte future, anche con progetti extracurriculari.