Istituto Agrario e Liceo del Made in Italy, facciamo chiarezza
Ne parliamo con Andrea Marchetti, preside dell'Istituto Agrario Firenze
Redazione | 12 April 2023

Nelle ultime settimane si è parlato tanto di istituto agrario, in particolare in seguito alle dichiarazioni della premier Meloni al Vinitaly. Sul palco dell'auditorium della Fiera di Verona, Giorgia Meloni ha premiato gli allievi degli istituti agrari che hanno vinto un concorso nazionale dicendo: "È il vostro il vero liceo, quello più profondamente legato alla cultura italiana" e ha parlato di un liceo del made in Italy: “Voglio in Italia un liceo del made in Italy, che formi i giovani per dare continuità ad una serie di settori della nostra economia che rischiano di essere totalmente perduti...”. Ne parliamo con Andrea Marchetti, dirigente scolastico dell'Istituto Agrario Firenze.

Facciamo chiarezza: l’istituto agrario non c’entra niente con il liceo del made in Italy

Da quello che è il DDL depositato dalla senatrice Bucalo, il liceo del Made in Italy è un vero e proprio liceo con discipline specifiche nel campo economico e del mercato, quindi non c'entra nulla con l'Istituto Agrario.

È d’accordo con la premier quando dice che l’agrario è il vero liceo?

Penso che le dichiarazioni della presidente siano state dette per ringraziare i ragazzi in quella specifica occasione. Gli Istituti Tecnici non stanno vivendo un periodo di grande crescita e i Professionali sono in decremento. Si tende spesso a pensare agli Istituti come a scuole di Serie B, invece si studiano materie anche molto complesse ma più indirizzate al mondo del lavoro. Tutte le scelte hanno eguale dignità ma è importante sapere cosa si vuole dallo studio e dalla vita.

La Meloni ha anche dichiarato che all’agrario “C’è una capacità di sbocco nel mondo del lavoro più alto di quelli che danno altri percorsi di formazione”. Quali sono i possibili sbocchi?

Dalla direzione di aziende agrarie, al perito agrario, alla commercializzazione dei prodotti agrari. Quella che formiamo non è una figura che lavora la terra e basta: è una figura che opera con una tecnologia molto avanzata e quindi i nostri studenti entrano in un campo tecnologico di alto livello anche dal punto di vista scientifico. Si diventa esperti di un settore agro alimentale e agro industriale molto avanzato, che in Italia è tra i più avanzati al mondo.

Le parole della Meloni sono un incoraggiamento a rivalutare in positivo gli istituti tecnici, da sempre considerati scuole di Serie B rispetto ai licei?

Nella vita ognuno di noi deve prendere delle scelte in base alle proprie attitudini. Fare bene un Istituto Tecnico o Professionale può portare a una carriera lavorativa ma anche universitaria. Penso che la dispersione sia dovuta a un cattivo orientamento. Io credo molto nelle scuole a indirizzo tecnico, che danno la possibilità di formarsi a tutto campo, andando a toccare con mano l'attività laboratoriale molto formativa e pratica. Dal prossimo anno saremo soggetti a una riforma approvata dal governo precedente da cui speriamo che gli studenti degli Istituti possano finalmente essere valorizzati.