Se la donna sta in cucina, l’uomo è sul divano a guardare la partita. O forse no? In realtà le nuove generazioni la pensano diversamente. I giovani d’oggi non si riconoscono negli stereotipi tanto diligentemente edificati dalle generazioni precedenti: dalla predisposizione a praticare alcune attività alle modalità di espressione delle emozioni, sembra che ragazzi e ragazze riescano a vedere oltre il velo di Maya che li vuole diversi tra loro a tutti i costi.
Non è vero che i maschi (e solo loro) devono giocare a calcio e le femmine invece devono dedicarsi alla danza o alla cucina, e mai viceversa. Lo pensano Roberto, Valeriano, Flaminia, Nicolas ed Emma. Angela ha un’ipotesi sul perché, però, sembra che le cose stiano così: “È vero che la maggior parte degli uomini è più brava a giocare a calcio e che la maggior parte delle donne è più brava a cucinare, ma questo non dipende dalla loro natura ma dalla cultura e dall’educazione”.
Eppure, sono in tanti a voler cambiare questa cultura: per Leonardo è importante smettere di credere che i maschi non sappiano cucinare, tanto più se poi gli chef famosi sono quasi tutti uomini, come fa notare Leila — visto che “i maschi hanno più successo professionale”.
Lo spiega bene Gabriele: “Non ci sono attività in cui sono più bravi i maschi e altre in cui sono più brave le femmine, ma dipende dalla persona”; le differenze ci sono, nota Alessio, “Perché ci sono persone che sostengono che sia così”.
Insomma: non è vero che i videogiochi sono da maschi, che solo le femmine possono piangere e neppure — come ci tiene a ricordare Filippo — che gli uomini non sanno accendere la lavastoviglie!
Voci Libere è un progetto educativo, attivo presso l’IC Maria Capozzi, finanziato da Roma Capitale e promosso dall’ATS MEDIAMUSE (Fondazione Media Literacy ETS e Fondazione Mus-e Italia ETS). Si occupa di abbattere gli stereotipi e contrastare la violenza di genere attraverso laboratori artistici e l’alfabetizzazione mediatica.
