Turismo invernale, la montagna resta protagonista
Cresce l’interesse per le località sciistiche: qualità delle piste, servizi e trend digitali guidano le scelte dei viaggiatori
M.E | 3 gennaio 2026

Il turismo invernale continua a rappresentare una voce centrale dell’economia turistica italiana ed europea. Nonostante i cambiamenti climatici e l’evoluzione delle abitudini di viaggio, la vacanza sulla neve mantiene un forte potere attrattivo. Negli ultimi anni si è registrata anche una crescita significativa delle ricerche online legate alle località sciistiche, segno di un interesse che si muove sempre più attraverso piattaforme digitali e social network.

L’Italia si conferma tra le mete principali per il turismo sulla neve. Località storiche e comprensori di fama internazionale continuano ad attirare visitatori italiani e stranieri, complice anche la spinta mediatica delle Olimpiadi invernali del 2026. In questo contesto spicca Cortina d'Ampezzo, simbolo del prestigio alpino italiano. La “Regina delle Dolomiti” gode di un’immagine internazionale consolidata, rafforzata ulteriormente dall’attenzione globale legata ai Giochi olimpici. Le sue piste curate, l’offerta alberghiera di alto livello e l’atmosfera esclusiva la rendono una delle destinazioni più ambite.

Accanto a Cortina, cresce l’interesse per Livigno, località famosa non solo per la qualità delle piste, ma anche per le numerose attività extra-sci. Situata ad alta quota, è conosciuta per le temperature rigide – spesso vicine ai cinque gradi anche in estate – e per l’affidabilità dell’innevamento. Oltre allo sci alpino, offre percorsi per snowboard, ciaspolate, centri benessere e un vivace après-ski che la rende attrattiva per un pubblico giovane e internazionale.

Tra le mete più apprezzate figura anche Courmayeur, ai piedi del Monte Bianco. La qualità tecnica delle piste e la varietà delle attività collaterali, tra escursioni panoramiche e ristorazione di alto livello, la rendono una scelta privilegiata per chi cerca un equilibrio tra sport e relax. Nella stessa regione si distingue Pila, apprezzata per la sua accessibilità e per un comprensorio adatto sia a sciatori esperti sia a famiglie.

Molto frequentata nell’ultimo inverno è stata anche Madonna di Campiglio, parte della Skiarea Dolomiti di Brenta. Le sue piste iconiche, come il celebre Canalone Miramonti, rappresentano un richiamo costante per gli appassionati. L’efficienza degli impianti e l’organizzazione dei servizi contribuiscono a mantenere alta la competitività della località nel panorama alpino.

Un caso particolare è quello di Roccaraso, che ha registrato una forte impennata di presenze anche grazie all’influenza dei social media. La vicenda legata alla tiktoker napoletana Rita De Crescenzo ha portato migliaia di visitatori, generando un turismo giornaliero intenso e finendo persino al centro dell’attenzione mediatica nazionale. L’episodio ha mostrato quanto i trend digitali possano incidere sui flussi turistici, ma ha anche evidenziato criticità nella gestione dei grandi numeri in località di dimensioni contenute.

Guardando oltre i confini italiani, l’Europa offre comprensori di livello mondiale. In Francia spicca Les 3 Vallées, uno dei comprensori sciistici più grandi al mondo. L’ampiezza delle piste, l’affidabilità dell’innevamento e l’integrazione dei servizi rappresentano i suoi principali punti di forza, attirando sciatori da ogni continente.

La scelta di una meta invernale è influenzata da diversi fattori. La qualità della neve resta determinante, così come l’accessibilità della località, la varietà delle piste e la presenza di servizi efficienti. Sempre più rilevante è anche la vita après-ski, che trasforma la vacanza sulla neve in un’esperienza completa fatta di sport, intrattenimento e socialità. In parallelo, l’influenza dei social network e dei trend digitali orienta le decisioni di viaggio, contribuendo a rendere alcune destinazioni improvvisamente virali.

Tuttavia, il crescente afflusso di visitatori porta con sé anche il problema dell’overtourism. In alcune località, soprattutto nei periodi di alta stagione, l’eccessiva concentrazione di presenze mette sotto pressione infrastrutture, ambiente e comunità locali. La sfida per il futuro del turismo invernale sarà dunque trovare un equilibrio tra attrattività economica e sostenibilità, garantendo qualità dell’esperienza senza compromettere il territorio.

La montagna continua a esercitare un fascino potente, tra tradizione e innovazione. Ma il suo futuro dipenderà dalla capacità di coniugare sviluppo, tutela ambientale e gestione responsabile dei flussi turistici in un contesto sempre più digitale e globale.