In Italia molti giovani lasciano il Paese. Partono per studiare all’estero, lavorare e soprattutto per vivere meglio. Negli ultimi dieci anni, oltre 350 mila giovani tra i 25 e i 34 anni hanno deciso di trasferirsi fuori dai confini nazionali, e tra loro circa 130 mila sono laureati. I dati più recenti di Istat (l’Istituto Nazionale di Statistica) mostrano un’escalation costante di partenze e pochi ritorni. Il saldo netto è in rosso e l’Italia paga un prezzo alto. Il fenomeno riguarda soprattutto i più giovani: oltre un terzo degli adolescenti italiani vorrebbe infatti andare a vivere all’estero da grande. Il sondaggio Istat evidenzia che molti ragazzi vedono lontano un futuro in patria e tra le destinazioni preferite ci sarebbero Stati Uniti, Spagna e Regno Unito.
I motivi dell'espatrio
Le motivazioni sono chiare: in molti trovano difficoltà a costruire una carriera stabile in Italia per vari motivi, i salari sono bassi rispetto ad altri Paesi europei, le opportunità di crescita sono scarse, la precarietà domina il mercato del lavoro. Per alcuni andare all’estero significa avere contratti normali. Per altri significa sentirsi valorizzati. Per altri ancora significa semplicemente poter programmare il proprio futuro con meno incertezze. I dati più recenti confermano che il fenomeno non è un caso isolato. Nel solo 2024 quasi 160 mila italiani hanno lasciato il Paese in cerca di lavoro e prospettive diverse. È il numero più alto degli ultimi anni.
Le mete
Le mete scelte non sono casuali. La Germania resta una delle destinazioni principali, seguita da Regno Unito, Svizzera, Spagna e Francia. Qui i salari medi sono più alti e le prospettive di carriera sembrano più solide. Qui i giovani trovano ambienti dinamici e internazionali e in molti raccontano esperienze di successo. Raccontano di essere finalmente pagati per ciò che sanno fare e di sentirsi protagonisti delle proprie scelte.
Le conseguenze
Il fenomeno ha anche effetti sociali ed economici. Le famiglie italiane investono tempo e denaro nell’istruzione dei giovani. Quando questi partono, parte anche il capitale umano del Paese. Negli ultimi anni il valore di questo “cervello in fuga” è stimato in miliardi di euro. E l’Italia si trova a combattere una doppia emergenza: pochi nati e tanti giovani che decidono di vivere altrove.
