Zai.Time: Dca e adolescenti, un fenomeno occidentale?
L’intervento delle studentesse del Liceo Morelli di Vibo Valentia e del Liceo Dante di Roma sulle cause dei disturbi dell’alimentazione
Redazione | 28 October 2022

Sono molti gli adolescenti (e non solo) che in Italia soffrono di dca, disturbi del comportamento alimentare. È un problema che attanaglia principalmente l’Occidente, ma perché in particolare il mondo giovanile?

A parlarne, ai microfoni di Zai.Time, la prima trasmissione, in onda su Zai.net, partecipata dalle studentesse e studenti di tutta Italia, tre alunne del Liceo Morelli di Vibo Valentia. Miriam, Francesca e Sabrina sono infatti coinvolte nel progetto Radio Hogwarts che mira a tenere aperte le scuole anche nel pomeriggio. Intervenute in trasmissione, le ragazze hanno parlato dei disturbi del comportamento alimentare e le studentesse hanno raccontato cosa sono i dca: “Si parla di alterazione delle abitudini alimentari, ma anche di una preoccupazione eccessiva per il peso e le forme del corpo”.

Le ragazze hanno parlato delle cause: “Spesso tutto nasce da standard impossibili imposti negli occhi degli adolescenti e trasmessi da generazione a generazione. Il mondo occidentale è maggiormente colpito dai dca perché nella nostra cultura è maggiormente diffuso questo standard di bellezza più “rigido” rispetto al mondo orientale”. 

Ospite in trasmissione anche Gaia, 18 anni, studentessa del Liceo Dante Alighieri di Roma, che ha aggiunto: "Tra le mie coetanee c’è un’attenzione patologica alla forma fisica e fra i ragazzi si tende ad avere paura a mostrarsi per il giudizio altrui e la cosa che a me rattrista maggiormente è vedere alcuni amici in queste condizioni”.

Disturbi alimentari? Spesso ci si accorge del problema troppo tardi

Gaia ha parlato della difficoltà nel saper riconoscere il manifestarsi del disturbo fin dai primi momenti: “Siamo noi stessi a non accorgerci se qualche amico vicino a noi ha questo tipo di disturbo. Ci si accorge del disturbo alimentare solo quando si manifesta a livello visivo, ma il disturbo non è solo quello che si vede e dietro c’è un mondo enorme. Dovremmo avere più attenzione a quello che si vede e soprattutto a quello che non si vede”.