Dostoevskij e la cancel culture
Non tutta la cultura russa è Putin
Giulia Grassi | 10 April 2022

A causa di Putin e della guerra da lui iniziata in Ucraina, molte persone pensano che sia giusto praticare la cancel culture, che consiste in questo caso nel far sparire qualsiasi opera russa. Tra queste ci sono gli scritti di importanti autori russi, nati tempo fa, come Dostoevskij. È giusto ignorare le opere e il sapere che ci hanno trasmesso? 

Capolavori a rischio cancellazione

Dostoevskij è uno scrittore che ha notevolmente contribuito a veicolare la cultura russa nel mondo, nato l'11 novembre del 1821. È l'autore di molte opere importanti e conosciute tutt'ora, grazie al suo modo di scrivere, complesso ma emozionante, e ai suoi contenuti, incredibilmente forte e psicologico. Il suo primo lavoro, Povera Gente, venne scritta durante un periodo di povertà nella vita dello scrittore. e fu il primo romanzo di ispirazione realistica. La seguente opera fu Il Sosia, che racconta lo sdoppiamento dell'animo umano, seguita poi dal libro L'Idiota, che risentirà dell'ispirazione patrottica e delle sue idee ribelli che lo condanneranno alla pena di morte.

Il Giocatore, il suo terzo libro, fu scritto solamente in ventiquattro giorni, poco dopo essere stato minacciato di essere privato dai propri beni. Memorie del sottosuolo è coevo al periodo in cui Dostoevskij dovette assistere la moglie Marijia, prima di morire di ditisi. Delitto e castigo venne scritto in poco tempo per la pressione del suo editore, che lo aveva minacciato di privarlo dei suoi diritti sulle opere qualora non avesse ricevuto un capolavoro in poche settimane. Ad aiutarlo nella lotta contro al tempo accorse Anna Sniktina, stenografa e futura moglie dello scrittore. La sua ultima opera, I Fratelli Karamazov, fu il suo testamento spirituale e venne scritto durante la morte del suo figlio più piccolo, Alësa. 

La cultura russa non è Putin

Queste sono solo le opere principali, ma ve ne sono altre che hanno costruito allo stesso modo le basi sulla cultura letteraria russa. Sfortunatamente molti reputano che ciò sia sufficiente a bandire i capolavori di Dostoevskij: molti credono che qualsiasi riferimento alla Russia possa veicolare le opinioni di Putin. Un triste esempio si è avuto all'Università Bicocca di Milano, che ha inizialmente preso la decisione di cancellare i corsi sui grandi scrittori russi, in seguito all'invasione dell'Ucraina. Dall'altra parte ci sono tante altre persone che giustamente ragionano su quanto sia ingiusto e cercano di farlo capire a più persone possibili. Un chiaro esempio è l'artista napoletano Jorit che ha omaggiato Dostoevskij con un enorme murales a Napoli

Non ci vuole molto a capire quanto sia ingiustificata la cancel culture nei confronti della Russia: un'intera cultura non può essere screditata a causa delle scelte di un uomo politico.