Vale, nonostante tutto
Si chiude un’era in MotoGP, l’era di uno dei piloti più forti e iconici che la MotoGP abbia mai conosciuto
Andrea Delcuratolo | 16 November 2021

Non è facile raccontare l’emozione che si prova nel veder l’idolo di milioni di persone annunciare il proprio ritiro dalle competizioni. Il 5 agosto 2021 è stato un terremoto per la MotoGP, i suoi piloti e per i seguaci di questo bellissimo campionato: Valentino Rossi, con una conferenza stampa straordinaria, annuncia il ritiro. Si chiude un’epoca e se ne apre un’altra dove nulla sarà come prima.

Valentino e i suoi fratelli

Valentino Rossi non è stato solo un pilota di MotoGP: egli ha rappresentato quello che Michael Jordan ha simboleggiato per la pallacanestro. È stato colui che ha fatto battere il cuore di milioni di persone in giro per il mondo, è stata la persona che ha riportato il motociclismo nelle case degli italiani dopo la fine dell’epoca di Giacomo Agostini. Valentino ha inoltre il merito di aver riempito di giallo le tribune degli autodromi di tutto il mondo semplicemente facendo quello che lo fa divertire più di tutto. Eppure Valentino, pur diventando uno dei piloti più vincenti di sempre, è sempre rimasto attaccato alle sue radici: all’apice della sua carriera ha scelto di tornare a Tavullia, il suo paese d’origine, per progettare il proseguo della sua carriera insieme agli amici di sempre con i quali ha creato la VR46 Academy, fucina di talenti gestita insieme ald Alessio “Uccio” Salucci, dalla quale sono usciti (fra gli altri): Francesco Bagnaia, Franco Morbidelli, Enea Bastianini, Marco Bezzecchi e Celestino Vietti; tutti ragazzi che oggi corrono nei top team del Motomondiale.

L’uomo da battere

Valentino è sempre stato uno dei piloti da battere: sin dal 1996, anno della prima vittoria a Brno, ad oggi dove, pur non conseguendo gli stessi risultati dei suoi anni migliori, rimane uno dei piloti più combattivi dell’intero schieramento. Ed è proprio la combattività una delle migliori armi di Rossi: duelli che hanno per anni segnato la storia della Classe Regina, contro avversari che, alla notizia del suo ritiro, non hanno potuto fare a meno di ringraziarlo delle battaglie in pista. Max Biaggi, ad esempio lo tributa affermando: “Uno sportivo non vorrebbe mai vivere il giorno del ritiro e la storia dello sport è piena di esempi di questo tipo. Anch’io mi sono tormentato molto, prima di scegliere di smettere di correre, ma poi mi è venuto naturale decidere. Valentino ed io abbiamo animato una delle rivalità più belle del motociclismo, senza mai fingere di essere amici. Semplicemente eravamo due acerrimi rivali, che lottavano per raggiungere lo stesso obiettivo. Credo per questo che fosse naturalmente impossibile essere amici".

Guardando avanti con il sorriso

Mentre tutti piangono il ritiro di Valentino, lui è molto tranquillo, sereno e sorridente, tratti che l’hanno sempre contraddistinto nel paddock. Alle interviste ha sempre risposto pacatamente con la calma di una persona che tratta le domande dei giornalisti con la stessa tranquillità di una chiacchierata al bar con gli amici; infatti non è un caso che l’Università di Urbino gli abbia conferito una laurea “honoris causa” in Comunicazione. Del resto anche le gag che lui stesso inventava (come quella iconica della Polleria Osvaldo) erano degli ottimi espedienti per ridere delle avversità e delle critiche che giravano sui suoi confronti.

Il futuro appare tranquillo all’orizzonte di Vale: un team di sua proprietà che si stabilirà in MotoGP nel 2022, numerose partecipazioni a gare automobilistiche di durata in giro per il mondo (competizioni che Vale ha sempre visto come mostri sacri del Motorsport). Ma soprattutto l’amore di milioni di persone sparse per il globo che lo ricorderanno come uno dei migliori di sempre, se non forse il migliore.