Scuola d'estate: di che si tratta?
A breve inizieranno i progetti estivi delle scuole italiane, voluti dal Ministro Bianchi per rinforzare le competenze disciplinari, recuperare la socialità e costruire un ponte verso il nuovo anno scolastico
Stefano Stoppa | 16 June 2021

A partire dalle prossime settimane, dopo la fine degli esami di maturità, inizieranno in diverse scuole italiane le iniziative del Piano Scuola Estate 2021, presentato dal Ministero dell’Istruzione il 27 aprile per “rinforzare e potenziare le competenze disciplinari” degli studenti e recuperare la socialità in parte perduta, costruendo un “ponte” verso il nuovo anno scolastico.

Il progetto

Il progetto, che si propone di essere “il punto di partenza di un percorso di trasformazione ed evoluzione del sistema Istruzione”, ambisce, secondo quanto si legge sul sito del Ministero, a creare una scuola accogliente e inclusiva, formare una nuova alleanza educativa con i territori e a mitigare i rischi di dispersione scolastica e povertà educativa.  Il Piano Scuola Estate è composto da tre fasi fondamentali, precedute dalla fase degli scrutini, utili per confrontarsi e costruire percorsi di apprendimento personalizzati: rinforzo e potenziamento delle competenze disciplinari e relazionali; rinforzo e potenziamento delle competenze disciplinari e della socialità; introduzione al nuovo anno scolastico. Per sostenere il progetto sono stati messi a disposizione 510 milioni di euro. Di questi, 320 milioni arrivano dall’Europa tramite PON (Programma Operativo Nazionale), e vi si accede tramite bando. Vanno poi aggiunti 150 milioni dal decreto Sostegni (circa 18mila euro per ogni istituto) e 40 milioni dal Decreto Ministeriale 48 del 2 marzo 2021, per contrastare la dispersione scolastica.

I Protocolli di Intesa

Nelle diverse fasi, che copriranno, secondo i piani, i mesi di giugno, luglio e settembre, oltre ai professori potranno essere presenti anche esperti esterni, e potranno svolgersi, specialmente nella seconda fase, attività all’aperto e visite guidate. Vanno in questa direzione i Protocolli d’Intesa tra Ministeri stretti negli ultimi giorni per favorire le attività previste dal piano. In particolare, il Protocollo firmato tra il Ministero dell’Istruzione e il Ministero della Cultura prevede la collaborazione tra istituzioni scolastiche e istituti e luoghi di cultura, per organizzare attività e promuovere la conoscenza del territorio, mentre un altro Protocollo, firmato tra il Ministro Bianchi e la Sottosegretaria di Stato con delega allo Sport Valentina Vezzali, intende promuovere l’educazione motoria e sportiva.

Le scuole aderenti

In totale, 5888 scuole hanno risposto al bando per l’assegnazione dei fondi Pon messi a disposizione dall’Europa. Diversi istituti, dalle primarie alle superiori, hanno messo in campo progetti di vario genere, fra laboratori, teatro, sport, musica, e molto altro ancora. Ma non sono mancati alcuni problemi. Secondo Mario Rusconi, il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi del Lazio, intervistato da Io Donna, le scuole che non hanno aderito, dove mancano i direttori amministrativi, sono proprio le scuole più fragili, che avrebbero più bisogno di quei fondi. Vi sono poi alcuni dubbi sulle partecipazioni degli insegnanti, dei quali, secondo alcuni sondaggi condotti nei mesi scorsi, potrebbe aderire solo il 20%. Inoltre, racconta il Fatto Quotidiano, in alcuni casi è mancato il tempo per organizzare al meglio i progetti, dato che la graduatoria finale è uscita in versione definitiva solo il primo giugno. Per questo, diversi progetti non finiranno a settembre, ma saranno prolungati o rimandati anche ai mesi successivi.

 

Foto | Facebook: Ministero dell'Istruzione