Fastlife 5: Guè che guarda indietro sembra l’unico ad andare avanti
Redazione | 12 gennaio 2026

Le sonorità retro dell’ultimo progetto di Guè sono una ventata d’aria fresca nel panorama rap

Guè fa quello che vuole, e fa benissimo. Il suo ultimo progetto uscito venerdì a mezzanotte, Fastlife 5 – Audio Luxury, interamente prodotto dai Cookin Soul, sembra uscito dai primi Duemila -eppure è il disco più innovativo del momento.

Niente trappate pop, niente contaminazioni drill o degenerazioni mumble, Fastlife è rap puro e pulito. Un tripudio del bilanciamento: una tracklist della lunghezza giusta, 15 brani per circa un’oretta di ascolto, con 11 ospiti d’eccezione -ma non sempre featuring veri e propri. Ad esempio, il brano di apertura vanta la voce di Lil Mozzarella che tuttavia, in quanto comico e non rapper, non ha una strofa a disposizione ma un elenco di formaggi.

Tra le collaborazioni italiane, invece, ci sono quelle che guardano al passato, in particolare “Spendin” che sancisce l’alleanza con Marracash, e al presente, “Last train 2 Shibuya” insieme a Sayf; ma anche quelle orientate al futuro della scena: Promessa, Joshua ed Enny P. Tra quelle internazionali (B-Real, Larry June, Alemán) spicca il nome di Freddie Gibbs, ospite d’onore in “Think about it”. Ma la collaborazione più emblematica del disco è sicuramente quella con Celine G, la figlia di Guè, che oltre a prestarsi per il ritornello del tormentone dell’album, “Loquito”, si mette in posa insieme al papà nella foto di copertina.

In effetti, Fast Life 5 – Audio Luxury è un’esperienza d’ascolto gratificante nel suo complesso, non solo per qualche provocazione scandalosa o per qualche rima riuscita. Paradossalmente, il contributo di Guè è quasi in secondo piano rispetto alle sonorità generali del disco, tanto che si potrebbe apprezzare anche senza conoscere l’italiano. Conoscerlo, però, e poter ascoltare i testi, è ciò che fa la differenza tra un “bel disco” e uno dei migliori del panorama attuale.