Scuola in Italia e all'estero: differenze a confronto
Ti sei mai domandato quanto sia diversa la scuola fuori dall’Italia?
Ginevra Chiriaco | 30 dicembre 2025

Anche se le materie insegnate sono spesso simili, il modo di vivere la scuola cambia molto da Paese a Paese. Non si tratta solo di studiare in modo diverso, ma anche di un altro rapporto con insegnanti, compagni e con il tempo libero.

In Italia il metodo più diffuso è quello della lezione frontale: l’insegnante spiega, gli studenti prendono appunti e lo studio principale avviene a casa, in vista di verifiche e interrogazioni. In molti Paesi stranieri, invece, l’apprendimento è più attivo. Negli Stati Uniti e nel Regno Unito si lavora spesso su progetti, presentazioni e lavori di gruppo, con l’obiettivo di sviluppare abilità pratiche come il problem solving, la collaborazione e il pensiero critico. Nei Paesi nordici, come Svezia e Danimarca, l’ambiente è più informale e gli studenti partecipano alle decisioni. In nazioni come Francia e Germania si cerca un equilibrio tra teoria e pratica, anche grazie all’uso di laboratori e strumenti digitali.

Un’altra grande differenza riguarda le scelte scolastiche: in Italia l’indirizzo si sceglie già intorno ai 14 anni, mentre all’estero il percorso è spesso più flessibile. Negli USA gli studenti possono personalizzare il proprio piano di studi, mentre nel Regno Unito gli A-Level permettono una specializzazione graduale.

La valutazione all’estero è generalmente continua e tiene conto di diversi aspetti, come partecipazione e impegno, riducendo la pressione degli esami finali. Inoltre, le scuole offrono molte attività extracurriculari che aiutano a sviluppare competenze sociali e personali. Grande importanza viene data anche alle lingue straniere e al multilinguismo.

La scuola italiana, però, ha punti di forza importanti: offre una solida preparazione teorica e una buona cultura generale. Anche se presenta alcuni limiti, come programmi molto densi e poca pratica, rimane una base valida per il futuro.