Coronavirus, l'appello degli studenti ai professori
In mancanza di alternative, siamo pieni di compiti assegnati. La situazione è dura anche per noi
Giulia Tropenscovino | 11 March 2020

Inutile negarlo: la notizia della chiusura delle scuole, inizialmente, ha scatenato l’euforia tra noi studenti, inconsapevoli della reale situazione di emergenza sanitaria e pronti a prenderci una sorta di vacanza dallo studio. Ora invece la percezione è totalmente cambiata e ci stiamo accorgendo che senza la scuola non si può andare avanti. Non poter frequentare le lezioni all’interno dell’istituto per un lungo periodo può cambiare completamente la vita di alunni e professori che non sanno come organizzarsi per andare avanti con il programma scolastico.

L’unica soluzione per non restare indietro con lo studio e con il programma sono le lezioni online che ci consentono di parlare con i professori tramite Internet, ma la vera domanda è se le lezioni online sono effettivamente in grado di sostituire quelle reali. A più di una settimana dalla chiusura delle scuole, non abbiamo dubbi: non solo nelle lezioni virtuali non si comprende pienamente quello che il professore cerca di spiegare (mentre le lezioni reali ci consentono di parlare direttamente con i professori senza interferenze), ma manca totalmente il rapporto umano e il lato ludico. Inoltre la speranza è che l’impossibilità di andare a scuola non inneschi nei professori la volontà di un assegno esagerato di lavoro a casa poiché per noi studenti svolgere tutti i compiti e non poter uscire è veramente esasperante.

È paradossale dirlo, ma la speranza di tutti gli adolescenti è di tornare il prima possibile tra i banchi di scuola.