"Educare alle relazioni", il piano per la scuola contro la violenza di genere
Presentato al Senato il piano per la scuola per la prevenzione e il contrasto della violenza sulle donne
Tommaso Di Pierro | 23 November 2023

Al Senato i ministri dalla Famiglia, Natalità e Pari Opportunità Eugenia Roccella, dell’Istruzione Giuseppe Valditara e della Cultura Gennaro Sangiuliano hanno presentato il piano per la scuola per la prevenzione e il contrasto della violenza sulle donne.

La direttiva ministeriale

"Al fine di rafforzare l'impegno verso un'azione educativa mirata alla cultura del rispetto, all'educazione alle relazioni e al contrasto della violenza maschile sulle donne, il Ministero promuove la realizzazione nelle scuole di progetti, percorsi educativi, attività pluridisciplinari e metodologie Iaboratoriali destinate, in particolare, agi studenti delle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado del sistema nazionale di istruzione". Così recita la direttiva del Ministero dell'istruzione e del merito che mira a contrastare la violenza di genere e la violenza domestica intervenendo direttamente nel contesto scolastico. L'intesa tra i tre ministeri si propone innanzitutto di "promuovere una maggiore consapevolezza del fenomeno e delle sue implicazioni, anche in ambito scolastico, al fine di facilitarne il riconoscimento ed evitare fenomeni di sottovalutazione". L'obiettivo seguente è quello di avviare nelle istituzioni scolastiche dei gruppi di discussione - focus group - formati da studenti, che corrispondono alle singole classi, e coordinati da docenti che fungono da moderatori. Come è riportato da il Post, tale iniziativa progettuale però, come indica chiaramente anche  la direttiva ministeriale, potrà essere attivata dalle istituzioni scolastiche "nell'ambito della loro autonomia" e dunque non rappresenta un obbligo, ma una scelta facoltativa. Le scuole quindi hanno piena libertà nel decidere di non attuare minimamente tali gruppi discussione, che, per altro, per essere attivati richiederebbero comunque il consenso dei genitori e degli studenti, e oltre a ciò sarebbero extracurriculari, ossia al di fuori dell'orario scolastico. Nel caso in cui il progetto funzionasse “dal prossimo anno scolastico lo renderemo obbligatorio. Iniziamo subito con 30 ore che saranno svolte a livello extracurricolare: è un pacchetto importante”, ha dichiarato il ministro Valditara. “È un piano necessario e innovativo che affronta il tema della violenza psicologica e fisica sulle donne. I docenti dovranno soprattutto far capire ai bambini e ai ragazzi che nessuno può togliere la libertà ad altri e che amare significa rispettare. Il progetto si sviluppa su più livelli ed è inserito nell’educazione civica dalle primarie alle superiori, inoltre, in ogni insegnamento si potrà attingere alla cultura del rispetto, soprattutto in riferimento alle materie umanistiche. Nelle scuole superiori sono previste iniziative specifiche articolate in gruppi di discussione, anche con il coinvolgimento degli studenti in prima persona” dichiara invece Paola Frassinetti, sottosegretario all’Istruzione e al Merito.

Finanziamenti, corsi di formazione e collaborazioni esterne

Al fine di supportare tali iniziative progettuali il Ministero stanzierà comunque 15 milioni di euro, finanziati con i fondi europei PON (Programma Operativo Nazionale). Inoltre il Ministero, avvalendosi dell'INDIRE, garantirà l'erogazione di specifici percorsi di formazione a favore dei docenti coinvolti nelle attività di moderazione, anche mediante la collaborazione dell'Ordine degli psicologi. L'indicazione, poi, di un docente referente per ogni scuola garantirà un regolare processo di maturazione educativa. Infine, il Fonags (Forum nazionale delle associazioni dei genitori della scuola) in cooperazione con la Direzione generale per lo studente, l’inclusione e l’orientamento scolastico, consentirà il coinvolgimento di genitori e famiglie affinché siano adeguatamente rappresentati.