Coronavirus tra allarmismo e lassismo
Come i giornali italiani stanno gestendo il caso della polmonite cinese
Francesco Giovannelli, 16 anni | 5 marzo 2020

Il Coronavirus è un agente patogeno scoperto tra la fine del 2019 e l’inizio dell’anno corrente che in breve tempo ha contagiato decine di migliaia di persone in Cina e, nonostante le numerose misure di sicurezza prese dalle autorità competenti di tutto il mondo, sta lentamente cominciando a diffondersi anche negli altri continenti.

L’avvento di questo nuovo virus e la sua diffusione hanno ottenuto un’attenzione mediatica immensa, tanto che, sia a livello nazionale che su scala globale, da ormai quasi un mese tutte le prime pagine dei giornali riportano ogni giorno aggiornamenti su contagi e morti dovute al Coronavirus.

Non tutti i quotidiani del nostro Paese affrontano però la questione allo stesso modo: mentre alcuni dei titoli in copertina cercano di attirare l’attenzione di più persone possibili enfatizzando gli avvenimenti riguardanti il Coronavirus, altri parlano invece del morbo in maniera meno altisonante. Il gruppo nettamente più numeroso è sicuramente il primo: la maggior parte dei quotidiani nazionali tratta l’argomento con molta apprensione, a volte allarmando eccessivamente i lettori riguardo al virus. Tra questi ci sono alcune tra le testate più celebri del nostro Paese, ad esempio il Corriere Della Sera che presenta da diverso tempo titoli che evidenziano l’emergenza e rischiano di far allarmare più del dovuto chi non entra più di tanto nel dettaglio delle notizie. Nella direzione opposta va invece il quotidiano Libero, che pubblica titoli provocatori quali “Diamoci tutti una calmata: virus, ora si esagera” o “Il pericolo maggiore è il panico. Un po’ di chiarezza sul virus cinese: la polmonite fa paura perché ancora sconosciuta. Picco dei contagi nei prossimi mesi. Pechino teme il peggio, noi siamo sicuri”. In un modo o nell’altro i giornali nazionali stanno cavalcando l’onda mediatica che ha generato questo virus, che senza dubbio si sta diffondendo molto rapidamente, conta già decine di migliaia di infetti e ha portato a migliaia di decessi, ma è anche vero che il tasso di mortalità è piuttosto basso. Pertanto è sicuramente necessario cautelarsi e adottare le precauzioni necessarie per affrontare il Coronavirus senza sottovalutarlo in alcun modo, ma è altrettanto importante non lasciarsi trascinare in una psicosi collettiva, che si rivelerebbe ancora più dannosa. Leggere e informarsi è naturalmente la prima arma per potersi difendere, ma farlo in modo critico e attento lo è ancor di più.