E da voi come si torna fra i banchi?
Voliamo in Francia, dove i ragazzi della 3ème della scuola media Albert Camus di Le Mans ci raccontano la loro seconda quarantena
Ninon Thomas, Mael Saussereau, Yanis Frai, Milo Bodin, Alexandre Milovan, Stefan Djordjevic, Thomas Brunet, Erdogan Yilmaz, Lindsay Olomo, Alain – David Batota Kissala | 14 December 2020

In Francia siamo di nuovo in lockdown dal 30 ottobre ma questa quarantena è un po’ diversa rispetto alla prima. Questa volta, infatti, le scuole sono rimaste aperte, come i supermercati, le farmacie e le panetterie; tutto il resto, invece, è chiuso. Noi studenti andiamo normalmente a scuola tutti i giorni anche se abbiamo una serie di nuove regole da dover rispettare: tutti gli studenti, ad esempio, vanno a scuola con una mascherina per la mattina e un’altra per il pomeriggio e ogni mattina vengono separati in due gruppi per entrare, sulla base dei 4 anni della scuola media francese. Gli ingressi sono differenziati per evitare ogni assembramento anche se non sempre ciò è veramente rispettato. Per le lezioni di educazione fisica ci togliamo le mascherine per correre e per gli esercizi con forte sforzo fisico, ma non possiamo cambiarci negli spogliatoi; come conseguenza, purtroppo, alcuni studenti si cambiano nei bagni comuni. In classe è obbligatorio lavarsi le mani con il gel idroalcolico all’inizio di ogni ora di lezione, ma la vera novità, per noi studenti di scuola media, è che da qualche settimana non cambiamo aula ogni ora e restiamo quasi sempre nella stessa dalla mattina alla sera, tranne che per le lezioni di scienze, italiano, musica ed educazione artistica. Prima, invece, cambiavamo classe ogni ora perché a scuola abbiamo delle aule tematiche per ogni materia.

Come detto prima, ci sono situazioni dove le misure di sicurezza sono minime o difficili da adottare, come per esempio in mensa. Noi mangiamo il nostro pranzo divisi per classi, ma tutti assieme nello stesso ambiente, senza poter mantenere le distanze e ovviamente senza indossare le mascherine.

Tuttavia, la scuola ci permette di rimanere attivi e di vedere i nostri amici, i nostri compagni di classe, i nostri professori. Tutto il resto per il momento è proibito. “Ogni corso di sport, disegno o musica esterno alla scuola è sospeso” dice infatti Thomas, e come tutti in questo momento, anche noi abbiamo paura e inquietudine per la nostra salute e quella delle nostre famiglie; o di “rischiare di perdere qualcuno di importante per noi” per citare Yanis e Milo. Ma noi non molliamo, ci adattiamo a questa nuova ondata consapevoli e prudenti e, come dice Mael: “Non dobbiamo permettere a questa pandemia di farci perdere la speranza in noi stessi e in chi ci è vicino!”.