Nativi digitali e pandemia, il ruolo della tecnologia in lockdown
La tecnologia influenza completamente la nostra vita oggi, ma ci pensiamo mai a quali effetti provoca sul nostro modo di vivere?
Cristina Speranza | 21 December 2020

In questo periodo di pandemia, la tecnologia sta risultando molto utile, soprattutto nell'ambito scolastico ai ragazzi ma provoca anche delle difficoltà come la didattica a distanza, il nuovo modo di fare scuola, che già il 92% delle scuole ha attivato secondo i dati del “Sondaggio civico sulla didattica a distanza ai tempi del Covid-19”.

Internet in adolescenza

Con l'isolamento a casa, i giovani hanno trovato come sfogo internet e i social media e secondo i dati Istat il 75% dei ragazzi dai 12 ai 14 anni si collega a internet tutti i giorni mentre tra i 15 e i 19 anni si collega l'89% un po' meno invece tra 20 e 24 anni, la cui percentuale scende all'82%. Perciò da questi dati possiamo notare quanto la tecnologia influisca su di noi, infatti l'esperto Claudio Mencacci, medico psichiatra, Direttore Dipartimento Neuroscienze e salute mentale dell'Azienda Socio Sanitaria Territoriale (ASST) Fatebenefratelli- Sacco di Milano spiega che “la presenza ubiquitaria della tecnologia provoca quella che potremmo definire sovrastimolazione sensoriale, in quanto i ragazzi sono sempre esposti a micro-stimolazioni attraverso gli smartphone. Alert, messaggi e like tendono a creare uno stato di allerta, con conseguenze che si riscontrano sull'attenzione, sulla memoria e sui ritmi del sonno. Quasi il 90% dei ragazzi riferisce di aver sperimentato il fenomeno della vibrazione fantasma ovvero del falso allarme di ricezione di un messaggio sul cellulare”.

Internet in pandemia

L'emergenza sanitaria ha messo a dura prova i giovani che improvvisamente, si sono ritrovati a vivere la scuola davanti ad uno schermo e a questo proposito l'esperto Giovanni Migliarese medico psichiatra e psicoterapeuta, responsabile del Centro ADHD Adulti dell'ASST Fatebenefratelli- Sacco di Milano afferma che “la tecnologia permette enormi vantaggi sul versante dell'acquisizione delle conoscenze, settoriali e tecniche, mentre rischia di non aiutare nella creazione delle competenze emotive, affettive e relazionali. L'aspetto centrale dell'adolescenza, che potremmo anche definire come l'età delle scelte, è proprio quella di non lasciare irrisolte problematiche emotive, relazionali e affettive.” Insomma la pandemia ha limitato in maniera determinante la vita dei ragazzi e secondo alcuni dati dell'indagine online “la scuola digitale per la generazione Z, i 5.000 studenti di scuole secondarie raccontano quali impatti l'emergenza ha su di loro e i maturandi appaiono i più preoccupati infatti quasi il 60% pensa che la didattica a distanza abbia peggiorato la qualità dell'apprendimento. La ricerca rivela inoltre che i ragazzi vogliono tenersi informati sulla crisi sanitaria attraverso la tv(88%) e siti online di news(58%). Dato l'isolamento in casa la ricerca afferma che un ragazzo su due(48% del campione intervistato) ha dichiarato che l'isolamento sociale lo ha reso più triste; solo una piccola minoranza(il 4%) si è sentita più felice.