Giorgio Rocca: “Sbagliato non aprire le piste. In Svizzera si scia in piena sicurezza”
L'ex sciatore in esclusiva a Zai.time: "Equivale a sparare a un intero settore"
Redazione | 3 December 2020

Ex sciatore alpino italiano, specialista dello slalom speciale, vincitore di una Coppa del Mondo in specialità e tre medaglie iridate. Oggi vive tra St. Moritz e Lugano in Svizzera e Livigno in Italia. Intervenuto in esclusiva ai microfoni di Chiara Di Paola e Riccardo Cotumaccio per la trasmissione Zai.time, in diretta nazionale su ML Network, ha risposto alle domande degli studenti del primo network radiofonico partecipato dai ragazzi delle scuole superiori di tutta Italia.

Che cosa significa per il mondo della montagna non aprire gli impianti sciistici a Natale?

Da un lato c’è il rischio di creare assembramenti nelle città o nelle case invece che sulle piste da sci dove i contatti sono decisamente meno rischiosi; dall’altro, per le organizzazioni che vivono prettamente del fatturato del periodo invernale, è come sparare a un intero settore. Si parla di ristoratori, alberghi, di maestri di sci, un settore molto ampio nel nostro Paese. Anche per i ragazzi e i bambini impegnati in questo sport sarà un duro colpo dal punto di vista agonistico: perdere un’intera stagione è un colpo durissimo.

In questo momento vivi in Svizzera, dove gli impianti sciistici sono tutt’ora aperti. Secondo te è una scelta accorta, che potrebbe fare da apripista nei confronti degli altri Paesi, in primis l’Italia, oppure è una decisione un po' sconsiderata?

In Svizzera stiamo riuscendo a far rispettare le regole ai maestri di sci e a tutti gli allievi che vengono a prendere lezioni da noi. Il maestro tiene sempre la mascherina, l’allievo dai 12 anni in su deve tenerla nell’impianto di risalita e nelle zone dove si sosta. Si evitano i rifugi se non per esigenze fisiologiche e gli impianti di risalita sono a ingresso contingentato.

Un consiglio per i giovani atleti su come affrontare la chiusura di palestre e centri sportivi?

Consiglio di continuare a fare attività fisica “fai da te”, ad esempio praticando jogging o andando in biciclette. Bisogna cercare di stare all’aria aperta ed evitare in tutti i modi di diventare sedentari: è un rischio che porta alla depressione e non fa bene al corpo.

 Questo weekend torna la Coppa del Mondo di sci, con il Gigante maschile di Santa Caterina e con il Super-g femminile di Sankt Moritz. Aspettative sugli atleti italiani?

De Aliprandini potrebbe regalarci un podio, ho visti gli azzurri allenarsi a Livigno e sembrano molto in forma. Per quanto riguarda le donne abbiamo un po' più di frecce che potrebbero andare a segno: soprattutto Brignone, Goggia. La forma c’è, la determinazione anche, siamo una squadra forte e una Nazione che ha lavorato bene negli anni scorsi. Sicuramente ci toglieremo delle soddisfazioni.

Cosa significa lo sci, anche a livello emotivo e psicologico, per gli italiani?

Lo sci è libertà e mai come in questo periodo stiamo apprezzando il valore di questa parola.