Domenica 22 marzo, dalle ore 07 alle ore 23, e lunedì 23, dalle 07 alle 15, le cittadine e i cittadini sono stati chiamati a esprimersi sul referendum confermativo della legge costituzionale recante "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare", anche conosciuto come referendum sulla "separazione delle carriere". Un voto che si è mostrato più politico che giuridico.
Votanti per classi di età
La rilevazione condotta dal consorzio Opinio per la Rai mostra le percentuali di preferenze per fasce d’età. Il 61,1% dei giovani di età compresa tra i 18 e i 34 anni ha votato per il No, il 53, 3% degli elettori di età compresa tra i 35 e i 54 anni anche ha preferito il No, contro un 50,7% di elettori dai 55 anni e oltre che ha segnato il Si. I dati parlano chiaro, la voce dei giovani si è fatta sentire forte e chiara.
Il caso della Gen Z
“I giovani hanno fatto la differenza” ha fatto notare la segretaria del PD Elly Schlein in conferenza stampa, “nonostante l’impossibilità dei fuorisede di votare nella città in cui studiano e lavorano” ha aggiunto. Elemento non trascurabile, perché si sarebbe trattato in realtà di circa 5 milioni di cittadine e cittadini con l’accesso negato alle urne. Eppure, nel weekend tra il 21 e il 23 marzo, le città ospitanti si sono svuotate, treni e bus si sono affollati, le ore di sonno diminuite, in nome della rivendicazione di un diritto fondamentale: votare.
L’appello della Rete Voto fuorisede
Per molti dei fuorisede il voto è stato possibile lontano da casa solo dopo aver fatto domanda per diventare rappresentanti di lista. Pietro Radaelli, segretario dei Giovani Democratici della Lombardia, ha ricordato che il PD ha dato a 1800 fuorisede la possibilità di votare, in risposta a un governo che ha deliberatamente scelto di non garantire questo diritto “per paura dell’esito del voto”. Che questo potere sia ancora una possibilità e non una legge stabile si conferma essere un fatto grave. Rete Voto non a caso si è pronunciata in merito chiedendo “un impegno trasversale, maggioranza e opposizione accelerino l’iter della nostra proposta di legge” e il Pd si accoda promettendolo come prossimo passo.
La costituzione salvata dai ragazzi
La generazione nata nella crisi economica, cresciuta nel Covid e nelle guerre diffuse, che respira l’aria di un mondo sempre meno accogliente, ha urlato coralmente No. I Gen Z tanto criticati e giudicati indifferenti, disinformati e senza trasporto politico, hanno confermato che “gli apatici siete voi”. Chi scende in piazza e si attraversa il paese pur di onorare il diritto e tutelare il frutto di due guerre mondiali, sono le cittadine e i cittadini da proteggere. Mentre il governo boicotta i diritti e tagli i fondi per i giovani, le lezioni imparate tra i banchi di scuola e fuori, si confermano essere amate e sentite.
