Pasquale Catalano e la musica al cinema
Il compositore di colonne sonore, nastro d’argento con Özpetek si racconta tra ricordi e passioni
Giuseppe Scaduto | 15 November 2021

Musicista e compositore italiano, Pasquale Catalano è uno dei maestri della colonna sonora italiana. Da Özpetek a Sollima, da Sorrentino a Infascelli, sono tantissimi i film e le serie tv che portano anche la sua firma e i premi ricevuti. Ci abbiamo dialogato grazie al progetto I Mestieri della Musica.

 

Com’è iniziato il percorso artistico? Cosa ti ha portato ad essere ciò che sei oggi?

Principalmente è iniziato da due mie passioni, quella per la musica e quella per il cinema. Entrambe mi sono arrivate allo stesso momento, intorno ai 13 anni, e mi appassionavano molto. Ho cominciato a fare le mie prime esperienze nei teatri intorno ai 20 anni, che mi hanno dato modo di capire che questo era ciò che volevo fare nella mia vita. Dopo qualche anno, ho cominciato lentamente il mio percorso nel cinema, che poi è diventato un fattore predominante e che mi ha permesso di realizzarmi come persona.

 

Come nascono le tue colonne sonore? Segui delle regole particolari?

Io penso che non ci sia una regola, la colonna sonora può essere un’idea che arriva al momento, magari durante lo sviluppo del soggetto o durante la sceneggiatura. Diciamo che un compositore può intervenire dall’inizio fino alla fine del film. Tra tutte le componenti di un film, la colonna sonora è l’unica a non avere delle tempistiche precise.

 

Nel tuo percorso da compositore, c’è qualche altro compositore che ti ha ispirato particolarmente?

Senza dubbio sono sempre stato grande fan e ammiratore di Ennio Morricone, ma i miei interessi si sono sempre riversati su artisti che per pubblico generale erano messi in secondo piano.

 

Tra le tante opere cinematografiche delle quali hai composto la colonna sonora, di quale vai più fiero?

Penso che tutte le mie composizioni abbiano pari dignità, e personalmente sono legato a tutte, ovviamente alcune hanno più successo di altre, ma per me hanno tutte un grande valore affettivo.

 

Nel 2020 hai vinto il nastro d’argento per la migliore colonna sonora con La dea fortuna. Che emozione è stata?

Il lavoro è stato veramente molto bello e difficile, penso che per me sia stato un punto d’arrivo. I premi sono delle grandi soddisfazioni, ovviamente questa è un’importante forma di riconoscimento e ne vado molto fiero. Ai giorni d’oggi, con le piattaforme digitali per la riproduzione musicale, è molto più facile ricevere apprezzamenti, basta un primo posto in classifica o un boom di ascolti. Personalmente sono fiero di aver ricevuto molte candidature a diversi premi importantissimi, e altrettanto fiero di esser riuscito a vincerli.