Manifesti shock in una scuola di Piacenza per una studentessa che ha abortito
L’autore dei volantini si è pentito del suo gesto, ma la preside ha avviato un'indagine interna
Anita Perini | 30 March 2021

Anno 2021, succede a Piacenza: dopo l'interruzione volontaria della gravidanza una studentessa torna a scuola e sui muri dell’istituto trova biglietti offensivi con il disegno di un feto. Il gesto, che è stato condannato dalla scuola, ha portato la dirigente scolastica ad avviare un'indagine interna, promettendo la massima severità nei confronti dell'autore, al momento ancora ignoto.

La reazione della comunità scolastica

La solidarietà dei professori e dei compagni si era fatta sentire già dal momento in cui erano stati informati della gravidanza. Dopo i cartelli offensivi, la vicenda è stata denunciata dagli amici sui social pubblicando le foto dei biglietti trovati a scuola: “Mi viene da vomitare, vorrei prendere a ceffoni tutti quegli sfigati che hanno fatto ‘sta cosa.”, commenta una delle compagne della vittima.

La reazione delle Istituzioni

“Le sono profondamente vicina come prima cittadina e come donna, questi sono messaggi che colpiscono la dignità e rappresentano un intollerabile ingerenza nella sfera personale.” Queste le parole di Patrizia Barbieri, sindaca della città. Jonathan Papamarenghi, assessore alla Scuola della città emiliana parla di: “Un accertamento dei fatti in corso”, e si dichiara confortato dall’attenzione e la vicinanza mostrata dagli insegnanti alla ragazza. 

Le reazioni delle associazioni femministe 

Le femministe di “Non una di meno” hanno espresso la loro solidarietà alla studentessa: “Dopo più di 40 anni dalla legge 194 siamo ancora in un Paese dove la libertà di scelta viene additata e giudicata.” L’avvocata e attivista Lgbtq+ Cathy La Torre ha annunciato un esposto alla Procura per chiedere che vengano accertati eventuali reati.

La lezione della studentessa

L’autore dei volantini si è pentito del suo gesto e si è scusato attraverso un bigliettino, ma ha chiesto di rimanere anonimo. La ragazza ha deciso di accogliere la richiesta di anonimato dell’autore dei manifesti, non volendo esporlo a pubblici processi, ma chiedendo di poterlo incontrare e parlarci affinché da questa storia possa nascere qualcosa di positivo per entrambi.  Vorrebbe avere la possibilità di raccontare ad altri ragazzi cosa significa abortire, il fatto che non sia una scelta facile, che comunque non debba essere giudicata. Il coraggio e la lucidità della protagonista di questo episodio rappresentano un esempio di saggezza e maturità a dispetto di chi voleva farle la morale.