Codogno, il diario di una diciassettenne
Giulia racconta per Zai.net la quarantena della sua città: "Ma i risultati si stanno vedendo"
Giulia Steffenini | 18 March 2020

Mi chiamo Giulia, ho diciassette anni e il 21 febbraio scorso ho iniziato a raccontare la quarantena sul mio account Twitter per aggiornare i miei amici. Quella mattina mi sono svegliata con la notizia del primo caso positivo a Codogno, il mio paese, ma all'inizio pensavo fosse la stessa bufala che girava da giorni. Qualche minuto dopo ho acceso la televisione ed era tutto vero.

Sono andata a scuola e durante le prime ore io e i miei compagni di classe leggevamo le notizie e i casi salivano sempre di più. Verso le undici sotto la nostra scuola c'erano dei giornalisti e ovviamente tutti i docenti e la Preside erano preoccupati per la situazione, nessuno sapeva cosa fare. Siamo usciti da scuola alle 13:30 come sempre, ma con la certezza che non saremmo più tornati almeno per qualche giorno.

Ho continuato a raccontare la giornata su Twitter perché sono abituata a condividere molto della mia vita sui social network. Letteralmente da un giorno all'altro io e tutti i cittadini dell'ex zona rossa ci siamo ritrovati catapultati in una situazione che mai avremmo pensato di dover affrontare. Siamo stati i primi in Italia ad adottare le giuste precauzioni con quarantena abbastanza rigida, posti di blocco, scuole e posti di lavoro chiusi.

I risultati a Codogno (purtroppo solo qui per ora) si sono visti: in due settimane i contagi registrati sono pari a zero. Ovviamente non stiamo abbassando la guardia, ma continuiamo ad attenerci ai decreti perché potrebbe ricominciare tutto anche qui.

All'inizio della terza settimana sono stati riaperti quasi tutti i posti di lavoro. Come in tutto il resto d'Italia si può uscire, ad esempio per comprare beni di prima necessità, quindi è possibile recarsi ai supermercati, farmacie, panetterie ed edicole, meglio se muniti di mascherine e guanti. Si può anche fare attività fisica all'aria aperta da soli e rispettando il metro di distanza con le altre persone.

Spero davvero che tutti rispettino le direttive così da uscire da questa situazione in pochi mesi. Io e i miei concittadini non vediamo l'ora di poter tornare alla normalità, magari festeggiando con una grande festa in piazza!