Elogio del rumore
Un invito a mettersi all’ascolto dei rumori di sottofondo
Tommaso Rezzi | 24 February 2020

Dalla casa al mondo esterno; dai salotti televisivi alle riunioni politiche, il rumore e il caos caratterizzano la vita di tutti i giorni.  Alcuni ritengono che avremmo bisogno di maggior silenzio per riflettere su noi stessi. Eppure, siamo sicuri che basti il semplice silenzio per pensare, per riorganizzare la nostra mente e fare pace con essa? Non dobbiamo piuttosto abituarci ad ascoltare il “rumore”? In fin dei conti non ci è concessa una scelta diversa dalla convivenza con esso.

Bisogna stare attenti però, perché perdersi nel “rumore” generale è facilissimo, per questo bisogna ascoltare con attenzione ogni dettaglio. Anche se alcuni, abbandonandosi al frastuomo, cercano di proposito di perdersi, probabilmente perché non si sentono abbastanza forti da affrontare contemporaneamente il mondo e se stessi. Nel caos, invece, prendere decisioni è più complesso poiché concentrarsi risulta più difficile, ma una volta fatta la propria scelta quella risulta essere definitiva.

Certo, spesso il rumore che ci circonda è eccessivo e dannoso, ma la soluzione non è cercare un silenzio artificioso e in fin dei conti impossibile da raggiungere, quanto piuttosto mettersi all’ascolto dei rumori di sottofondo. Chissà che non nascondano qualcosa di davvero inaspettato.