La mia esperienza con la scuola a distanza
Anastasia fa il punto su come professori e studenti si stiano attrezzando per far fronte alla quarantena
Anastasia Bonanni | 12 March 2020

Il Coronavirus non soltanto sta danneggiando l’economia, ma sta creando problemi anche per quanto riguarda l’istruzione. L’ordine della chiusura delle scuole per decisione del governo per evitare i contagi sta mettendo in crisi istituti e studenti.

Per cercare di contrastare il problema, è stato apportato un progetto di didattica a distanza, cioè delle video-lezioni; ovviamente non potranno sostituire le spiegazioni tradizionali ma costituiscono un’alternativa in una situazione straordinaria come questa. Se fosse capitato qualcosa del genere dieci anni fa, o anche meno, il virus avrebbe scoraggiato ogni proposito. Oggi, invece, registri elettronici, piattaforme varie e canali Youtube consentono di riannodare a distanza i fili delle lezioni interrotte. 

Lo scopo dovrebbe essere quello di seguire le lezioni online, rispettando il normale orario scolastico, in modo da recuperare i giorni scolastici persi a causa della quarantena. Il registro elettronico consente di condividere il materiale didattico e allestire delle aule virtuali dove far dialogare docenti e studenti ma, in alcuni istituti, questo metodo non sta funzionando e in altri addirittura non sono iniziate. Frequento l’istituto Licei Francesco Angeloni, indirizzo delle Scienze Umane e in questo periodo in cui sono state sospese le attività didattiche i professori hanno assegnato i vari compiti da svolgere durante tale arco di tempo e che dovranno poi essere spediti tramite posta elettronica. Ovviamente ci aggiornano di giorno in giorno tramite i rappresentanti d’istituto e di classe riguardo le novità che potrebbero essere introdotte però ancora non sono state attivate delle modalità di didattica a distanza per effettuare delle lezioni online. Noi studenti capiamo il disagio creato da questa situazione e cerchiamo di andare in contro a queste difficoltà, anche se ci troviamo in disagio perché le cose non sono ben organizzate; alcuni professori preferiscono la posta elettronica mentre altri vogliono che i compiti assegnati vengano poi mandati svolti tramite il registro elettronico, che talvolta non funziona e diventa un ulteriore ostacolo.

L'auspicio di tutti è che la situazione torni al più presto alla normalità.