Telefono alla guida, più del 55% lo utilizza in macchina
Ma in fin dei conti siamo noi a possedere il cellulare o è il cellulare a possedere noi?
Filippo Aiello | 2 April 2021

Il cellulare è per eccellenza l'oggetto del quale non riusciamo più a fare a meno. Eppure, ci sono occasioni in cui metterlo da parte può addirittura salvarci la vita.

Alla guida

L'uso della tecnologia alla guida riduce nettamente l’attenzione e soprattutto i riflessi del conducente. Nonostante ciò, il fenomeno è in continuo aumento e tant’è che vi sono in via di approvazione numerose norme molto più severe che prevedono il ritiro della patente e l’inasprimento delle sanzioni. A riguardo, il blog sulla sicurezza stradale “Patente Sospesa” nel 2020, ha realizzato uno studio sul fenomeno, per suscitare maggiore attenzione da ognuno di noi, su tale fenomeno; infatti, sono state realizzate circa 3.700 rilevazioni in tutta Italia che hanno preso come riferimento solo i singoli guidatori su auto private, in prossimità di grandi incroci semaforici, osservando il loro comportamento nel momento della sosta. Il quadro emerso ha evidenziato che il 55,2% degli automobilisti coinvolti ha utilizzato lo smartphone alla guida in un modo non conforme al Codice della strada, con una percentuale più alta di donne, circa il 58,5%. Alcuni paesi hanno installato per strada degli avvisi per prevenire questo fenomeno. Ad esempio in Olanda, sono stati installati dei led per terra cosicchè il pedone, che tiene il cellulare, guardando in basso, si accorgerà della luce e quindi starà più attento mentre si trova, ad esempio, ad attraversare la strada.

Cellulare e pandemia

Nel 2021, poi, il cellulare è diventato a tutti gli effetti un nostro amico perché, grazie o a causa della pandemia, stando a casa, abbiamo perso ogni contatto con la società e quindi l’unico “amico” a cui rivolgersi è proprio il cellulare. Rinchiusi in quelle quattro mura domestiche e frequentando la scuola in didattica a distanza gli adolescenti sono costretti a utilizzare molto di più le tecnologie rispetto a quando eravano “liberi”. Ma in fin dei conti siamo noi a possedere il cellulare o è il cellulare a possedere noi?