Quanto ci affascina l’eterno ritorno, il riuscire a comprendere nello spazio di una mezz’ora o poco più le trame nascoste, gli amori segreti, e i misteri più avvincenti che si dipanano alla velocità della pellicola dove la segmentazione in puntate, la scrittura modellata sul quotidiano, la lunga durata narrativa e il rapporto interattivo tra l’autore e il lettore danno vita alla fiction.
Erano gli anni Cinquanta e i modernissimi televisori trasmettevano la programmazione Rai. Fino alla fine degli anni Settanta la televisione di stato fu caratterizzata da due tipi di prodotti: il teleromanzo di ispirazione letteraria e l’originale più concentrato sulla contemporaneità. Con gli anni Ottanta sugli schermi apparivano molte serie straniere, tra cui Magnum PI e Love Boat e i serial come Dallas e i famosissimi Saranno Famosi e Visitors. Gli anni Novanta segnano una crisi per la fiction televisiva italiana e i prodotti migliori sono quelli stranieri: Twin Peaks, Beverly Hills e Baywatch. Dal 1996 la fiction italiana rinasce lentamente con le miniserie (il Maresciallo Rocca) e l’avvio di una produzione a lunga serialità (Un Posto al Sole).




