È un giovane impiegato di Varese il primo condannato per phishing (la truffa informatica attraverso la quale vengono carpiti online dati telematici relativi, tra l'altro, a carte di credito). Appassionato di informatica aveva acquistato un pacchetto di sms che spediva da un sito internet facendo comparire come mittente 'CartaSi''. Nel linguaggio comune lo definiremmo un hacker. Ma è vermante così? E’ davvero corretto utilizzare il termine hacker per indicare i criminali informatici?





