Violenza ostetrica, i numeri in Italia e nel mondo
I dati che abbiamo in Italia riguardo la violenza ostetrica risalgono al 2017: la Doxa in collaborazione con OVOitalia, La Goccia Magica e CiaoLapo, stima che circa 1 milione di madri italiane hanno subito violenza ostetrica durante il parto o il travaglio: parliamo del 21% delle madri con figli da 0 a 14 anni; 4 donne su 10 dichiarano di aver subito azioni lesive della dignità personale e il 6% ha deciso di non intraprendere una seconda gravidanza dopo l’esperienza traumatica
Valentina Ferracane | 4 maggio 2021

La violenza ostetrica viene definita per la prima volta a livello giuridico nel 2007, in Venezuela come "appropriazione del corpo e dei processi riproduttivi della donna da parte del personale sanitario, che si esprime in un trattamento disumano, nell’abuso di medicalizzazione e nella patologizzazione dei processi naturali avendo come conseguenza la perdita di autonomia e della capacità di decidere liberamente del proprio corpo e della propria sessualità, impattando negativamente sulla qualità della vita della donna”. Il 30 settembre 2014 poi, L’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità definisce questo tipo di violenza un grave problema di salute globale che mette a rischio il benessere e la salute della madre e del bambino.

In cosa consiste

La stessa Organizzazione Mondiale elenca anche alcuni dei trattamenti irrispettosi e abusanti durante e nei giorni successivi al parto: tra questi ad esempio l’abuso fisco, l’umiliazione e abusi fisico, mancanza di riservatezza, o ancora il rifiuto di offrire adeguate terapie per il dolore e la mancanza di consenso informato OVOitalia(Osservatorio sulla Violenza Ostetrica) ci aiuta a fare chiarezza: con violenza ostetrica intendiamo l’abuso nell’ambito delle cure che può essere realizzato non solo da ostetriche, ma da tutti gli operatori sanitari che seguono la donna e il bambino durante e dopo la gravidanza: infermieri, ginecologi, medici,…

In Italia

I dati che abbiamo in Italia riguardo la violenza ostetrica risalgono al 2017: la Doxa in collaborazione con OVOitalia, La Goccia Magica e CiaoLapo, stima che circa 1 milione di madri italiane hanno subito violenza ostetrica durante il parto o il travaglio: parliamo del 21% delle madri con figli da 0 a 14 anni; 4 donne su 10 dichiarano di aver subito azioni lesive della dignità personale e il 6% ha deciso di non intraprendere una seconda gravidanza dopo l’esperienza traumatica.

Rimedi e soluzioni

Alla luce dei dati mondiali, che raggiungono percentuali nettamente più alte nei paesi del Sudamerica, l’OMS da indicazioni precise per cercare di ridurre la frequenza del fenomeno: maggiore supporto dei governi e dei loro partner nello sviluppo per svolgere ricerche ed azioni riguardanti il trattamento irrispettoso e l’abuso, sostenere e facilitare programmi intesi a migliorare la qualità dell’assistenza alla maternità, incentrati soprattutto sull’assistenza rispettosa e di qualità, mettere in evidenza i diritti delle donne a questo tipo di assistenza, produrre più dati e creare sistemi di sostegno professionale e infine coinvolgere tutte le parti interessate nella ricerca a un tipo di assistenza dignitosa.

Legge Zaccagnini

L’11 marzo del 2016 viene presentata alla camera dei deputati la proposta di legge Zaccagnini: norme per la tutela dei diritti della partoriente e del neonato e per la promozione del parto fisiologico. Le finalità della legge sono la promozione dei diritti fondamentali della donna e del bambino, favorire il parti fisiologico per ridurre il ricorso al taglio cesareo, e alle pratiche lesive della salute psico-fisica della donna, promuovere  un’appropriata assistenza alla nascita e promuovere l’informazione sulla libera scelta dei luoghi di parto, incluso quello extraospedaliero. Sui social nasce invece la campagna mediatica “Bastatacere: le madri hanno una voce”. Con la pagina Facebook www.facebook.com/bastatacere viene data la possibilità alle madri di raccontare le loro esperienze rispetto all’assistenza alla nascita: i racconti di abusi, maltrattamenti e violenza emergono da un foglio bianco con l’ hashtag #bastatacere.